Dalla Corrispondenza di
Santa Scorese

Lettere XV - XXI
29 Aprile 1988 19 Gennaio 1989

Nota: Testo tratto dall'edizione ufficiale curata dal Prof. Giuseppe Micunco per la Diocesi di Bari. Anche la numerazione delle Lettere segue questa edizione. Parole ed espressioni riportate in grassetto corrispondono a quelle che Santa Scorese aveva evidenziato nel manoscritto.

Lettera XV * A Bruna Casali *
Palo del Colle, 29 Aprile 1988

Carissima Bruna,
scusa se non ti ho scritto prima ma ho cercato più volte di rintracciarti per telefono e non sono riuscita a trovarti. Sai che ho parlato ai miei e non sono stati affatto contenti della mia scelta e così ora in casa c'è una grandissima tensione.

Certo, mi aspettavo reazioni violente e invece non è stato così. Papà, quando sentì che voglio partire mi disse che sono grande abbastanza per prendere le mie decisioni, ma consigliava di aspettare un altro po' per pensarci meglio. Poi, disse che aveva intuito che c'era qualcosa di diverso in me, che io ero cambiata e ne aveva parlato con mia madre, ma lei non gli aveva dato ascolto.

Veramente, mi ha sorpreso vedere come il Signore avesse preparato un po' il terreno. Io, infatti, temevo soprattutto la reazione di mio padre, anche se poi il martedì successivo mi hanno svegliato i suoi singhiozzi.

Ora si è completamente chiuso in sé e al massimo parla con mamma cercando di non farsi sentire da noi e soprattutto per cercare un modo di farmi cambiare idea.

Mia madre, invece, non fa altro che piangere e dire che sicuramente questa non è la mia vocazione e che probabilmente qualcuno mi ha influenzata perché non è possibile che una ragazza come me, che sa sempre quello che vuole, da un momento all'altro cambi idea sul futuro della sua vita. Di tanto in tanto cerca di parlarne con me e di trovare una soluzione. A lei andrebbe bene che non frequentassi più l'università, che non mi sposassi, ma l'importante è che io stia a casa, che abbia una casa. Sapessi quante cose cattive mi dice ogni volta!!

Dice che io li sto facendo morire e che se mio padre non sta bene (soffre di ulcera gastroduodenale e di altre cose) è tutto per colpa mia e se mio padre muore io dovrò avere lo scrupolo. Addirittura, vede Rosa Maria come nemica. L'altro giorno ha detto, infatti, che mia sorella mi ha appoggiata in questa scelta e mi appoggia perché è gelosa del fatto che mamma e papà mi vogliono bene e mi stimavano (ora non più). Questa, secondo me, è la più grossa cattiveria che possa dire (spero che Rosa non lo sappia mai) perché so bene quanto Rosa abbia sofferto e stia soffrendo per accettare questa situazione.

In effetti, se c'è qualcuno al quale sono particolarmente legata e con cui ho condiviso sempre tutto è mia sorella e sono sicura che sarà lei a sentire di più la mia mancanza e a soffrire di più e anch'io sentirò la sua mancanza. Una cosa, però mi dà coraggio e la forza di credere che saprà superare bene questo momento: la sua appartenenza a Maria. Sento che nonostante ci sia questa sofferenza noi siamo comunque o forse ancor di più unite perché abbiamo lo stesso Ideale in comune e so che l'Immacolata non la lascerà sola.

Come avrai capito qui il clima è abbastanza pesante anche perché ci sono i nonni e gli zii che condannano la mia scelta. Io cerco di essere più normale possibile, ma ti assicuro che è difficilissimo e se sono qui è solo perché capisco che è volontà di Dio che viva anche questa prova e lo faccio solo per amore a Lui. Io sono abbastanza serena spiritualmente anche se mi accorgo che Satana si dà da fare.

Tutti mi chiedono di pensarci, di ripensarci, perché pensano che sia una scelta fatta da un giorno all'altro, perché loro lo hanno saputo da un giorno all'altro e non capiscono che se avessi parlato il 17 o un altro giorno sarebbe stata comunque una scelta affrettata.

Questo periodo, invece, mi sto sforzando di viverlo cercando di fidarmi di Dio e di abbandonarmi in Lui senza più pensare né rimettere in discussione il mio amore per Lui perché quando l'ho scelto non ho messo dei "però" o dei "ma", ma ho detto il mio sì senza condizioni e senza ripensamenti. Se in questo momento rimettessi tutto in discussione sarebbe come non aver fatto un cammino, non avere sperimentato l'Amore di Dio per me e penso che la mia scelta davvero sembrerebbe il capriccio di un momento.

Io sento che la mia vita è legata a Dio, qualunque sia la sua volontà, e non ho ripensamenti! Sai, Bruna, se penso a come ero qualche tempo fa vedo come il Signore ha lavorato in me e veramente mi ha cambiata: mi ha fatto fare cose che non avrei mai fatto. Ricordo che Carmencita, fino a qualche tempo fa, aveva paura di avvicinarmi, perché ero davvero intoccabile e dice, ora, che si rende conto di come Dio mi abbia lavorata.

Sento che sono diversa, che non sono (per fortuna) più la Santa sicura di tutto ciò che faceva, sicura anche di far fare a Dio quello che voleva, ma sono più docile e cerco (anche se non sempre perché sarei una santa) di fare più spesso quello che Dio vuole e non quello che voglio io. Sono però sicura di una cosa ancora e lo sarò per sempre che Dio mi ama e lo fa anche con i miei limiti e i miei tentativi di cambiare! Però se sono cambiata è anche perché mi sono affidata all'Immacolata e fidata della sua guida. Se non avessi lei come compagna di viaggio sicuramente sarei ancora una ragazza piena di sé che aspetta che siano gli altri a cambiare, ma non lei.

Veramente, se Maria non mi avesse presa per mano o guidata non sarei qui a soffrire e offrire questi dolori, ma avere lei come punto di riferimento, come guida mi dà la certezza di non essere sola e che il dolore porta sempre i suoi frutti. Non è forse diventata mia Madre proprio sotto la croce? Non so a cosa o a chi potrà servire la mia sofferenza, ma sono pronta ad offrirla perché Dio saprà trasformarla in gioia.

Ora smetto di scrivere perché se dovessi dirti tutto quello che mi passa nel cuore e nella mente non la finirei più. Spero di riuscire a sentirti per telefono al più presto.

Ringrazio tutte le missionarie per le preghiere e posso assicurarti che ne sento i benefici e chiedo di continuare a pregare. Ti abbraccio forte.

Nel cuore di Maria,
     Santa

Lettera XVI * Alla Direttrice Generale delle Missionarie dell'Immacolata "Padre Kolbe" * 2 Maggio 1988

Io sottoscritta Santa Scorese, dopo aver verificato a quale tipodi vita fossi chiamata e dopo aver sentito e capito di voler consacrare la mia vita a Cristo e all'Immacolata chiedo di poter entrare a far parte di questa famiglia.

Faccio questa richiesta perché, dopo aver cominciato a conoscere l'Immacolata, ho capito quale grande dono e quale tesoro sia per me e sento che sarà un aiuto importante per la mia vita di consacrazione.

È importante, per me, attraverso questa famiglia, potere annunciare la Buona Novella senza nessun segno esterno che possa contraddistinguermi, ma cercando di essere "lievito" tra gli uomini.

Ringraziando il Signore per il dono ricevuto, mi impegno a seguirlo per lodarlo e per la salvezza del mondo.

In fede,
     Santa Scorese

Lettera XVII * Ad Anna Marzano *
3 Giugno 1988

Carissima Anna,
come vedi mantengo le promesse e sono qui a scriverti.

Mi sembra inutile chiederti come stai visto che ieri sera ci siamo sentite per telefono. Io sto abbastanza bene anche se sono molto tesa perché sai bene che a casa mia da un momento all'altro devi stare attenta che non scoppi una guerra. Bisogna misurare le parole e evitare di irritarli perché altrimenti si incorre in pericoli molto grossi.

Dopo la grande sfuriata di quel sabato e domenica si potrebbe dire che le acque si sono calmate, ma stanno comunque tentando di parlare con gente che possa convincermi a restare. Purtroppo con chiunque parlino interpretano sempre le cose a modo loro e non c'è verso di farli ragionare. Ora papà non parla quasi più con me e ci diciamo appena buongiorno e buonasera, mentre con mamma è diverso. Lei si sforza di essere il più normale possibile perché sa che se si comportasse come vorrebbe papà non farebbe altro che peggiorare il suo comportamento.

Di tanto in tanto, però, mamma cerca di parlare con me e di convincermi a restare qui un altro po', giusto il tempo di prendere una qualsiasi laurea o (se proprio voglio) la laurea in teologia.

Io vedo come a loro non importi un bel niente che io prenda la laurea o no, ma interessa che io stia a casa per un po', giusto il tempo di farmi cambiare idea, ma d'altra parte loro sanno che, comunque, tutti i tentativi sono vani. Mamma ieri mi ha detto che sa bene che quando mi metto una cosa in testa non la cambio e ritiene che ora si tratti di un puntiglio, ma mi chiede lo stesso di restare.

Certo, loro stanno soffrendo tanto e non posso biasimarli, ma, d'altra parte, sono convinta che tutto quello che stanno facendo peggiora la condizione. La vocazione è un dono per noi, ma è un dono imposto per i nostri genitori e non è facile che accettino.

Oramai quando mamma mi chiede di parlare io mi rifiuto perché non ci sono altre spiegazioni da dare. Come fai a spiegare che Dio si è innamorato di te e tu di Lui e vuoi corrispondere al Suo amore? Come non esiste una spiegazione all'amore umano, tra un uomo e una donna, tanto più non ci può essere spiegazione all'amore di un Dio per una tapina come me. Sai, non riesco neanche io a capire come Lui possa amarmi di un amore così grande e speciale e unico.

Conosco bene i miei limiti e Lui li conosce ancor meglio di me e proprio per questo è un Tipo speciale: mi ama così come sono. Sapessi quanto sono cambiata e adesso capisco che ciò è avvenuto perché Dio mi ha amata per primo e da sempre e perché ha avuto. la pazienza di aspettare, di farmi la corte nonostante il mio carattere e il mio desiderio di vivere autonomamente, anche lontana da Lui.

Ma quando ho capito quale grande avventura mi proponeva non ho resistito! Ah! Avrà ancora tanto da lavorare con me e Lui lo sa benissimo, ma se mi ha chiesto di seguirlo mi saprà ben dare una mano per camminare. Sto, comunque, sperimentando sempre più l'amore che nutre per me e lo sto facendo nel dolore, nelle difficoltà, nelle tentazioni. Non mi aspettavo di dover affrontare tante difficoltà e pensavo che il rapporto tra me e Dio fosse la cosa più bella, più preziosa e più profonda, che nessuno potesse intaccare e invece l'uomo arriva ad intaccare o meglio, a voler intaccare ciò, facendo prevalere i ragionamenti umani, il materialismo.

Ma per fortuna, qualunque cosa gli altri possano fare, non riusciranno mai a farmi pensare che Dio non è Amore e che tutto è una favola. Se ho scelto Cristo al primo posto e per sempre è perché ho fatto e faccio esperienza di Lui ogni giorno, attimo per attimo, nella mia vita e ciò che è provato da me è verità e non può essere cambiata perché così la pensa il mondo. Insomma avrai certamente capito che sono disposta a tutto pur di seguire Cristo e sono contenta che anche tu abbia fatto questa scelta. Le difficoltà, i dolori e i distacchi non mancheranno anche a te, ma tutti mi dicono che è normale, ma che tutto ha un senso se fatto per Cristo.

Noi, per fortuna, abbiamo un grande ideale che è l'Immacolata e chi meglio di Lei può esserci maestra nel nostro viaggio? Pensa, il nostro cuore è dell'Immacolata ed è sicuro che non andrà perduto, ma anzi è sicuro che lei ci condurrà a Cristo. Sono queste le certezze che ci devono far andare avanti, anche controcorrente, ma vale la pena giocarsi l'esistenza per il Regno dei Cieli. E poi, abbiamo anche una famiglia pronta ad accoglierci, un'altra via per camminare verso Dio.

Come ti dicevo ieri sera, anch'io mi sto sentendo parte della famiglia, ma soprattutto ora più che mai sto scoprendo la grande paternità del padre e quanto sia importante la sua guida, la sua preghiera e la sua offerta. Te l'avevo detto che scrivo i papiri, ma ora è meglio smettere perché c'è qualcosa da fare prima di cena. Spero di rivederti presto e intanto ti assicuro la mia preghiera.

Nel cuore di Maria,
     Santa

Lettera XVIII * A Nicola e Franca Legrottaglie *
26 Luglio 1988

Non ho trovato di meglio da mandarti, Nicola, ma forse un po' d'aria di qui è rimasta attaccata alla cartolina. Ossigenati!! A te, Franca, un invito a sopportare quel... di Nicola

Ciao, Santa

Lettera XIX * Ad Anna Marzano *
15 Ottobre 1988

          Spes nostra salve!

Anna carissima,
non ho potuto fare a meno di mettermi subito a rispondere alla tua lettera. Anch'io mi sono proposta più volte di scriverti e avrei da farlo anche a tante altre persone, ma a volte mi faccio prendere dalla pigrizia e così.... addio buoni propositi!

Ma non ti dimentico di certo, come non dimentico tutte le altre missionarie. Del resto, Bruna mi ha fatto un pro-memoria nel quale è compresa la preghiera quotidiana per l'Istituto. Come non pensarvi?

Come va? Beh! Qui non c'è burrasca, ma riesco a cogliere una tensione continua. I miei non mi hanno chiesto cosa farò: a loro basta che io sia tornata a casa. Io, d'altra parte, non ho avuto subito il coraggio di parlare, così solo poco tempo fa sono riuscita a dire a mia madre che mi iscrivo a pedagogia. Ora non fa altro che chiedermi quando cominceranno le lezioni!! Riguardo alla mia vocazione loro non ne parlano e nemmeno io perché penso che sia meglio fare le cose con calma. Cercherò di cogliere l'occasione per dire loro che le mie idee sono le stesse.

Comunque loro lo sanno benissimo in quanto continuo a fare le cose che facevo prima e anche gli impegni con le missionarie sono aumentati.

Anche se mi avevano promesso l'assoluta libertà (purché torni a casa la sera) a volte fanno delle storie se devo andare alla Casa o da qualche parte con le missionarie. Ho sempre qualcosa da offrire al Signore!

Non essere troppo sicura della mia serenità. È molto difficile vivere tra le stesse cose in cui ho vissuto sempre e con le stesse persone di sempre, mentre sto cambiando, sono cambiata. Le prove sono molte ed ogni giorno bisogna ricominciare per essere sempre più forti. C'è sempre, forte, il rischio che il "mondo" possa prenderti. Sai bene quanto il Diavolo lavori!

Mi sforzo di essere serena perché cerco di fare la volontà del Padre momento per momento anche se la ragione, a volte, vuole prendere il sopravvento sul cuore.

Tu a Bologna mi hai vista serena, e lo ero, ma sapessi quante tentazioni... e quante prove! Il Signore mi sta facendo fare un cammino di purificazione e di abbandono e allora non mi risparmia i momenti difficili. Però, in fondo all'anima c'è bonaccia, serenità, perché so che è Lui l'unico sul quale posso contare, la mia roccia e la mia fortezza.

Certo, ho ancora tanto da cambiare, ma molto sono cambiata e questo lo devo al Suo Amore e alla Sua Fedeltà.

Veramente, ogni giorno, sperimento quanto Dio sia fedele a quello che promette, anche se a volte non mi accorgo che Lui mi ama sempre di più e mi ricolma di Grazie.

Questo, per esempio, è un momento di grande prova e so che il Signore lo sta permettendo perché io impari a fidarmi sempre di Lui e impari a capire che la mia vita non mi appartiene e che devo vivere intensamente tutti i momenti come se fossero gli ultimi.

Probabilmente ho un nodulo al seno e sto aspettando di andare alla visita da un oncologo e accertarmi. Puoi, forse, immaginare quante cose mi passano per la testa in questi giorni.

Davvero le prove non finiscono mai e anzi il Signore permette che siano sempre più grandi perché sperimenti sempre più la Sua grandezza. Credo che le prove e la grandezza di Dio siano direttamente proporzionali. Non posso fare altro che affidarmi all'Immacolata e sottolineare, nella recita della consacrazione, la parte in cui offro il mio cuore, l'anima mia, il mio corpo. Forse non ho donato abbastanza, ma Lei saprà accettare anche questa mia povertà.

Sono contenta che tu sia ormai "dentro" le attività e che provi tanta gioia nel metterti al servizio. Davvero, colgo dalle tue parole, quanto il Signore stia operando in te.

Credo che il nostro canto debba essere, ora più che mai, il Magnificat, perché il Signore non si sta lasciando vincere in generosità.

La tua lettera è stata una "ventata di aria pura" che mi ha ossigenato un po' e mi ha dato la spinta ad andare avanti, sicura di non camminare sola e che posso contare sulla tua unità.

Ti prego di salutarmi Francesca, Cristina, Miriam (come sta?) e Daniela, in modo particolare e poi... Ma sì, salutami tutte le missionarie e di' loro di continuare e pregare per me perché da delle sante come loro si possono ottenere ottime intercessioni!

A te dò un abbraccio forte forte e spero di vederti presto (spero che gennaio non tardi ad arrivare!).

Nel cuore di Maria,
tua e mia Madre,

     Santa

P.S. Se puoi, non dire alle altre dei miei problemi di salute: aspettiamo i risultati della visita. OK?
Però, prega perché io sappia accogliere la volontà del Signore, qualunque essa sia.

Lettera XX * Ad Anna Marzano *
5 Dicembre 1988

          Spes nostra salve!

Anna carissima,
ho ricevuto con gioia la tua lettera e non posso fare a meno di scrivere subito anche se non scriverò molto. Infatti sono le 22,15 e sto vedendo "II nome della rosa", ma sentivo che dovevo scriverti ugualmente.

Sta tranquilla: ho solo una brachialgia (infiammazione ad un muscolo) e al seno non ho niente. Tra qualche giorno dovrei cominciare la terapia in un centro e così mi auguro che i dolori si attenuino un po'.

Certo, il Signore mi sta molto provando, ma da tutta questa vicenda ho imparato a contare un po' più su Dio e sulla sua Onnipotenza. Ho cominciato a capire (anche se la mia natura si ribella) che il mio tempo non mi appartiene e che TUTTO deve essere vissuto in funzione di Gesù.

E poi, in fondo, la Consacrazione richiede che ci si doni incondizionatamente all'Immacolata perché Lei disponga di noi come vuole ed io devo sforzarmi di abbandonarmi di più a lei.

Ho vissuto un periodo duro, ma che mi ha portato anche delle grazie. La morte o il pensiero di questa non mi fa molta paura e anche la sofferenza, beh! cerco di viverle in funzione di questo Dio che nonostante tutto continua ad amarmi.

Sapessi quanti salti il Signore mi sta chiedendo! E quanti tagli! Qui a casa le cose non sono molto cambiate ed ora ho un gran timore al solo pensiero di dover dire che devo venire a Bologna. Ti chiedo, Anna, di pregare perché abbia la forza di affrontare ciò che accadrà qui.

Il Signore mi sta chiedendo ancora qualcosa ed io vorrei avere tanta fede e capacità di abbandono da vivere con serenità le situazioni che mi si presentano.

Comunque non dispero e se Gesù ha voluto chiamarmi e se continua a chiamarmi, a stare con Lui non potrà non essere il mio sostegno.

Non vedo l'ora di poterti riabbracciare e poter stare un po' con te e comunicarci le nostre esperienze. Sto cercando di prepararmi al 30 dicembre anche se non ti nascondo che, insieme alla gioia, provo come un senso di responsabilità grande nei confronti di Dio, di Maria e dell'Istituto. Bruna ci diceva in un incontro (ad Angela, Lucy e me) che con l'inizio del periodo di prova ci consacriamo ancora una volta e più coscientemente e incondizionatamente a Maria, ma è soprattutto Lei ad impegnarsi da quel momento nei nostri confronti.

Questa certezza mi rende molto più serena e fiduciosa perché so che qualunque cosa accadrà Lei non mi lascerà sola. In fondo il Padre Kolbe diceva: "Chi è dell'Immacolata non andrà perduto!".

Ora ti lascio perché è davvero tardi. Nell'attesa di vederti presto ti abbraccio forte forte.
     Santa

Lettera XXI * Ad Antonella Bianco *
19 Gennaio 1989

Antonella carissima,
sta tranquilla!! Non ti scrivo dall'oltretomba!
Sono sicura che sarai sorpresa che ti abbia scritto, ma già da tempo volevo farlo soltanto che la pigrizia, a volte, riesce a dominarmi.

Comunque ti ho sempre nel cuore e non immagini quanto mi manchino le nostre lunghe chiacchierate! Come stai? Quanto mi piacerebbe vederti!!

Qualche giorno prima di Natale ho provato a telefonare a casa tua, ma risultava sempre occupato e allora ho rinunciato all'idea di poterti sentire almeno per telefono.

Stai studiando molto? E gli altri impegni, come vanno? Che novità ci sono?
Ah! Lo sai che siamo colleghe? Sì, io quest'anno mi sono iscritta alla facoltà di pedagogia. Dopo aver fatto un anno di medicina ho cambiato facoltà e... ho ricominciato. La mia vita ora più che mai è un ricominciare, ma ora tutto ha un senso, una ragione: è un rimettermi continuamente nella volontà del Padre.

Mi piacerebbe raccontarti un po' la storia degli ultimi tempi, ma è troppo lunga e non si può scrivere: chissà che non ci vediamo, un giorno o l'altro! Ti dico solo che il Signore ha operato e sta operando grandi cose e che conto sulla tua preghiera e sulla tua unità.

Ora ti lascio perché lo spazio è poco, ma sappi che mi sei molto presente (anche nei sogni!) e che sento che il tempo ed i chilometri non hanno intaccato l'amicizia che sento per te.

Ti abbraccio,
     Santa

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E-mail: gesunuovo@yahoo.it

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