Dalla Corrispondenza di
Santa Scorese

Lettere XXII-XXIV * 3 marzo 28 luglio 1989

Nota: Testo tratto dall'edizione ufficiale curata dal Prof. Giuseppe Micunco per la Diocesi di Bari. Anche la numerazione delle Lettere segue questa edizione. Parole ed espressioni riportate in grassetto corrispondono a quelle che Santa Scorese aveva evidenziato nel manoscritto.

Lettera XXII * A Luisa Guglielmi * 3 marzo 1989

Carissima,

ancora una volta ho constatato che il Signore non mi lascia mai sola e ancora una volta ho conosciuto la mia pochezza.

Ero a letto, quando Rosa mi ha dato la tua lettera. A letto perché avevo una gran voglia di piangere, di stare un po' più tranquilla per i fatti miei, ma ho dovuto alzarmi due volte perché mi hanno telefonato e quando mi stavo addormentando (il pomeriggio non riposo mai) è arrivata Rosa. Perché ti dico questo? Perché mi stavo lasciando andare chiudendo il mio orizzonte a me stessa: non ho pensato che le mie difficoltà di questo tempo, di oggi, potessero essere offerte per qualcuno. Subito dunque ho avuto modo di capire che ci sono gli altri e che posso esistere anche per loro e quindi... eccomi a te, felicissima perché non mi aspettavo che mi scrivessi.

Tu mi chiedi come sto. Se ti dovessi raccontare tutto non la finirei più, ma posso dirti che è un tempo di grandissima prova e che sento di dover essere più fedele che mai a Gesù, a quel Gesù che mi ha chiamata e a cui ho risposto.

Sto vivendo in una condizione particolare. Non posso uscire da sola a Bari perché c'è un ragazzo di 30 anni che mi sta dietro da giugno e qualche settimana fa mi ha aggredita e non so bene se per violentarmi o uccidermi (mi aveva già minacciato di "farmi secca"). È schizofrenico e la madre non vuol farlo curare ed io non ho niente per fermarlo (nemmeno una denuncia ci riuscirebbe), pur avendo fatto due diffide al commissariato (e grazie a queste si è interessato il Servizio di Igiene Mentale, ma se la mamma non vuol farlo curare neanche questo può far niente).

Così ecco che quando vado all'università devo essere accompagnata e presa e non posso affatto camminare sola per strada perché lui è sempre in giro e arriva dovunque.

Non so come e quando finirà questa storia ma ti posso assicurare che è un vero incubo!! Prega per me!!!

Naturalmente, per questo, la mia vita sta assumendo un ritmo diverso. I miei sono sempre più agguerriti con le missionarie e con mio padre non parlo più (da sabato c'è silenzio di tomba). Loro non hanno fiducia in me e quindi parlare per telefono, andare dalla comunità, diventa una vera impresa.

Naturalmente le missionarie mi sono vicine più che mai e mi sto accorgendo di quanto il Signore sia stato generoso a pormi accanto persone veramente "di Dio".

Mi sto sforzando, anche in questo dolore, di cantare il mio Magnificat per le cose che, nonostante tutto, il Signore sta compiendo in me. In particolare, ho fatto un'esperienza molto bella che continuo a vivere con Carmencita, la missionaria che mi ha seguito e che mi ha... generato.

Veramente Lei sta condividendo ogni attimo della mia vita, fino a piangere (e con le lacrime) con me. Può sembrarti strano ma questo è importantissimo e bellissimo per me perché è la manifestazione di un'amicizia profonda e stupenda ed è la manifestazione della tenerezza di questo Dio strano che mi sta vicino. Questo è tempo di croce. Sto chiedendo a Maria che mi aiuti a saperci stare con fede.

Per quanto riguarda gli studi, beh, mi sto sforzando di studiare e mi auguro che per maggio riesca a dare i due esami che sto preparando e se per giugno dessi anche quello di latino... sarebbe un sogno!!! Prega anche per questo.

Ho parlato abbastanza di me anche se avrei tante altre cose da dire, ma mi auguro di poterti vedere e fare un bella chiacchierata.

Mi fa piacere che ti stia impegnando nello studio, ma mi fa paura il fatto che finire sia l'unica ragione che ti fa andare avanti.
Non può lo studio farti sentire realizzata come persona.

Quando ti laureerai sarai soddisfatta di te, ti sentirai realizzata, avrai dimostrato a te stessa quanto vali... e poi? Che ti resterà? Pur volendo mettere lo studio come la cosa più importante, che finalità ha? Perché lo fai? Per finire prima? Credi che un anno in più o in meno serva a farti sentire soddisfatta di te? Conoscendoti direi proprio di no. E ti dico anche di sforzarti di dare un senso a tutto quello che fai, perché, se sarà così, non ti servirà stare le intere giornate in casa a studiare ma ti basteranno quelle poche ore al giorno fatte con intensità ed avrai il tempo per uscire, per andare agli incontri, per sentirti viva fra la tua gente, fra i tuoi amici.

Non è la predica che ti voglio fare, ma sento di doverti parlare con lealtà perché mi stai molto a cuore.

Dici di non sentire molto l'esigenza di uscire, ma prova a vedere se qualcuno dei tuoi amici non ha bisogno di un tuo sorriso, di te che gli cammini, passeggi, accanto. Non sempre quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi, ma il più delle volte dobbiamo mandare a quel paese quel maledettissimo "io" e provare a vedere il "tu".

Mi sembra che gli stimoli non ti manchino: ti incontri con Cristo Parola, Cristo Eucaristia e allora, non ti dà nessuno stimolo incontrare Lui? Prova in questo tempo di Quaresima a chiederti cosa ti spinge a fare Gesù e a come rispondi e come potresti rispondere.

Ad ogni modo un modello, in qualunque situazione tu sia, ce l'hai: Maria. Prova a guardare a lei, che ha vissuto la sua esistenza in un paesino, Nazareth che chissà... forse era grande quanto Muro (1), ma quell'esistenza umile ha generato la Vita. Anche tu hai dentro Cristo: devi solo dargli spazio e farlo crescere.

Sono contenta che abbia un padre spirituale perché è importante nella vita di un cristiano che ci sia qualcuno che abbia la capacità di "discernere" e aiutare a "discernere".

E quel sacerdote della Calabria? Ma oltre a scrivervi (scusa il cambio di penna) riuscite a vedervi ogni tanto?

Beh! Ora devo smettere di scrivere, ma mi aspetto una tua lettera al più presto. Ti mando la lettera da Mario (2) perché è più sicuro che arrivi: io ho l'abilità di scrivere ma di non spedire.

Io continuo a rinnovarti l'invito a venire qui perché per me è molto difficile muovermi: in settimana sono impegnata con l'università, lo studio e il catechismo (anch'io sono catechista quest'anno e... non ti dico!!) e alla fine della settimana ho i miei impegni in comunità, dunque...

Nel frattempo ti rinnovo tutta la mia amicizia e proviamo a sentirci unite nel cuore della Madre.
Ti abbraccio forte, forte,
     Santa

P.S. Se ti sembra che abbia fatto una predica, perdonami!


Note della Redazione:
1.
Muro Lucano, in provincia di Potenza.
2.
Marito della sorella di Santa, Rosa Maria.

Lettera XXIII * A Carmencita Picaro * 6 giugno 1989

Carissima,

non sto qui a scrivere un dei miei soliti "trattati", ma voglio dirti il mio grazie per quello che stai facendo per me. Ancora una volta il Signore, attraverso te, mi sta dicendo che non si è stancato di me, dei miei limiti e delle mie incapacità, e mi chiede di "essere" sempre più per Lui e Sua.

Gesù anche questa volta si è prodigato di non lasciarmi sola, standomi vicino. E c'è da lodare la sua potenza e misericordia!!!

Non dimenticherò mai l'altra sera in cappella.
Ho fatto un'esperienza fortissima di Dio, della sua presenza.

È stato difficile guardarlo negli occhi e riconoscere i miei fallimenti, ma poi ho sentito il suo Spirito che aleggiava su di me, come se mi tenesse in un caldo abbraccio rassicurante!

Quando sei venuta a parlarmi ho sentito il concretizzarsi della Parola "Dove due o più sono uniti nel mio nome io sono in mezzo a loro" ed ho visto come Dio sia il Padre Buono che si preoccupa di tutto, anche di mettermi accanto le persone giuste al momento giusto.

Allora, ringrazia con me il Signore per il Suo Amore e stammi vicina con la preghiera e l'offerta perché possa essere l'aquila (meglio passerotto?) che spicca il volo preoccupandosi solo di raggiungere le vette più alte!

Voglio anche dirti che in questo momento particolare per me, per come vivi bene l'attimo presente, mi sei davvero d'esempio.
Sappi che prego e offro per te, perché Maria sia il tuo modello di disponibilità con Gesù.

Ti abbraccio,
     Santa

Lettera XXIV * Ad Isa Caputo * 28 luglio 1989

L'altro è l'amato da Dio

A Sichem, alla Samaritana Gesù non ha detto, donna di facili costumi, volubile, leggera, ma "dammi da bere".

Nella casa del Fariseo, alla peccatrice pubblica Gesù non ha detto, prostituta, non ha ammiccato maliziosamente, né ha detto che per lei non c'erano più possibilità di entrare nel Regno, ma "Va' in pace e non peccare più".

Sulla riva del Lago di Tiberiade, mentre camminava, alla donna che lo toccava Gesù non ha detto, isterica, non mi contaminare, ma "la tua fede ti ha salvata".

A Gerico, a Zaccheo, arrampicato sul sicomoro Gesù non ha detto funzionario bieco, sfruttatore, che succhia il sangue ai poveri, ma "scendi presto, oggi devo fermarmi in casa tua... la salvezza è entrata in questa casa perché anch'egli è figlio di Abramo".

A Gerusalemme, davanti alla porta di entrata nel tempio, al cieco nato, non ha detto Gesù, paga per i tuoi peccati o paga per i peccati dei tuoi genitori, ma "non ha peccato né lui né i suoi genitori, ma perché si manifestassero in lui le opere di Dio".

A Cafarnao, al Centurione, Gesù non ha detto, pagano, invasore, usurpatore, ma "non ho trovato mai tanta fede in Israele".

Al Getsemani, a Giuda che lo tradiva con un bacio, Gesù non ha detto traditore, ma "Amico".

A Gerusalemme durante la Passione: ai Sommi sacerdoti, ai capi del Popolo, Gesù non ha detto, "giudici prezzolati", ad Erode non ha detto re fantoccio, a Pilato non ha detto imbelle, alla folla non ha detto plebaglia; ma a tutti ha detto " Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno".

Sul Calvario al Ladrone crocifisso con Lui, Gesù non ha detto assassino brigatista, ma "oggi sarai con me in Paradiso".

Sul Lago di Tiberiade a Pietro, non ha detto, fanfarone, megalomane, ma "Pietro mi ami tu?".

La riconciliazione è fatta quando "nell'altro" che si incontra sul proprio cammino si sa vedere la grossa possibilità di un avvenire migliore, nonostante il passato.

- h.12,30

Scusami se mi intrometto nella tua vita, ma, facendo pulizia tra le mie cose ho trovato questo scritto e subito mi sei venuta in mente tu e la frase che qualche volta mi hai detto parlando di...: "Non la perdonerò mai!".

Il perdono è difficile, ma anche Gesù era un uomo come te e me, eppure...
Prova a confrontarti un po' con Lui e a sentire cosa ti chiede!

Noi non possiamo essere come tutti gli altri e pensare come tutti gli altri, perché Gesù è entrato nella storia e questo non può non rivoluzionare il nostro essere!!!

Ti abbraccio forte forte,
     Santa

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E-mail: gesunuovo@yahoo.it

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