Dalla Corrispondenza di
Santa Scorese

Lettere V - VII * a Don Rosario Adamo
2 Marzo 1982 11 Dicembre 1982

Nota: Testo tratto dall'edizione ufficiale curata dal Prof. Giuseppe Micunco per la Diocesi di Bari. Anche la numerazione delle Lettere segue questa edizione. Parole ed espressioni riportate in grassetto corrispondono a quelle che Santa Scorese aveva evidenziato nel manoscritto.

Lettera V * A Don Rosario Adamo *
Bari, 2 marzo 1982,
ore 19.50

Carissimo don Rosario,
ho ritardato un po' a scrivervi perché nell'ultima lettera mi avevate detto che sareste venuto a Bari, così ho pensato che avrei potuto finalmente parlare a voce di me e di quello che mi sta accadendo. Però quando vi ho rivisto sono stata così felice che non mi è venuto da dire più niente e poi il tempo a disposizione che avevate non era molto e non ci sono solo io, ma erano tutti contenti di vedervi e si vedeva che volevano stare un po' con voi, così ho preferito continuare a scrivere e ho rimandato il mio desiderio di parlare a voce con voi a quando verrò a Brindisi. Spero presto!

Comunque sabato mi sono sentita finalmente felice e ho riflettuto su quello che avete detto nell'omelia a proposito della morte dei genitori. Beh! Vi sembrerà strano, ma qualche volta, quando mio padre è andato di servizio in luoghi in cui sarebbe potuto accadere qualcosa di male a lui, beh! Si, ho pensato [a questa] triste realtà e dapprima questa idea mi pareva assurda perché è davvero triste perdere qualcuno a cui si è attaccati veramente, poi, piano, piano, con ciò che mi diceste a proposito di mio zio, ho capito che la morte non è altro che la meta definitiva, la cornice che completa un quadro.

Quindi ho capito, seppur dopo tanto tempo, che anche la mia morte sarà la stessa cosa e ho meno paura di questa e del pensiero che arriverà un giorno anche per me. Io sto cercando di fare del mio meglio per crescere nel migliore dei modi e mi sono accorta che devo cambiare quelle cose che non sono buone e che sono nel "mio" io profondo. Vorrei essere un giorno una "vera" donna! Spero di riuscirci. Cerco di prendere da tutto quello che mi accade ogni giorno il lato buono e di eliminare quello che non mi è servito per "crescere". Ogni sera, quando sono a letto mi chiedo: che cosa ho fatto di buono per me e per gli altri? Spesso certo ci sono molte cose che hanno aiutato me e gli altri e prego il Signore di continuare a darmi tanto coraggio da affrontare tutte le gioie e i dolori. Però ci sono delle sere in cui mi rendo conto di aver sbagliato, di non aver imparato niente, ma continuo a pregare affinché in me ci sia la forza di andare avanti e fare sempre meglio.

Forse mi faccio tanti problemi, cerco di riflettere su tutto inutilmente, ma secondo me si deve cominciare un giorno o l'altro a cambiare e a vedere la vita in un'altra dimensione. E io credo di aver cominciato in tempo per essere una buona "donna" nella società e nel mio io. Che ne pensate? Per quanto riguarda la scelta della scuola ho pensato che realmente mi farei una buona cultura andando al classico e al 99% sono decisa a frequentarlo. Comunque ci penserò meglio!

In fondo c'è tempo per la fine della scuola! Sono stata felice ieri e oggi quando mamma ha parlato con la mia insegnante di lettere, di storia e di inglese e hanno detto che sto maturando e man mano che andrò avanti farò sempre meglio, perché ho capito che in fondo anche loro mi stanno aiutando a crescere e sono contenti di aver curato bene il piccolo bocciuolo che piano piano sta aprendo la corolla! Per quanto riguarda la salute non mi sono rimessa del tutto e così ho dovuto cominciare una nuova cura per la colite, ma soprattutto il medico mi ha detto di essere calma. Io cerco di esserlo, ma come si fa quando si vive in una città frenetica, quando gli altri non ti comprendono sempre? Spero che diventando più calma possa rimettermi. Vi ringrazio per gli auguri!

Ma ho parlato come al solito tanto di me! Fisicamente vi ho visto abbastanza in forma! Ma il vostro morale come va? Non vi ha fatto male rivedere il Redentore, la gente che lavora per la nostra comunità? Vi hanno già detto la nuova sede in cui andrete? Continuo solo a sperare che veniate vicino a Bari o almeno che vi facciano restare in Puglia! Penso che nelle prossime lettere saprò dirvi quando verrò a Brindisi, anche se avrei voluto farvi una sorpresa, ma per evitare di non trovarvi... ve lo dirò! Comunque vorrei poter stare un po' con voi e parlare. OK? Ora devo smettere di scrivere perché devo andare a cenare. Mamma, papà e Rosa Maria vi mandano i loro saluti. Io vi mando un bacione e un abbraccio!!
     Santa

Lettera VI * A Don Rosario Adamo *
Bari, 6 aprile 1982,
ore 19.50

Carissimo don Rosario,
rieccomi a scrivere. Come state? Io non riesco ancora a riprendermi e mi sto riempiendo di pillole e sciroppo, ma non c'è una grande miglioria, così ho spesso mal di stomaco. Comunque lasciamo stare la mia salute e parliamo.

Ogni volta che ricevo una vostra lettera, per me è un incitamento a continuare a cercare di fare del mio meglio per me e per gli altri. Sì, avete ragione: devo continuare ad andare avanti nel migliore dei modi e devo dire che mi è già capitato di sentirmi dire di farmi gli affari miei e di non fare nulla. Spero di farcela! Ma voi mi aiuterete come state facendo? Per ora cerco di dare a tutti tutto quello che ho di buono. È vero! Dobbiamo mettere in preventivo che bisognerà pagare di persona. Anche se è un po' difficile accettare questa idea bisogna sapere a che cosa si va incontro quando si fa una scelta.

La scuola va bene e continuo a studiare con impegno, ma ho notato che i professori hanno fretta di finire il programma, così ci riempiono di compiti e continuano a spiegare cose nuove ogni giorno. Così trascorro tutto il pomeriggio a studiare. La professoressa di italiano vuole fare anche delle ore di lezione di pomeriggio per finire il programma. Comunque sono molto scontenta della maggior parte dei miei compagni che hanno promesso e continuano a promettere di studiare ma ciò non è avvenuto, né sta avvenendo e rischiano di non essere ammessi agli esami. Che cosa fare? Mi ero proposta di aiutare un mio compagno, come ho fatto l'anno scorso, ma... io potrò aiutarlo in questo ultimo periodo, ma ciò che si impara in tre anni non si può imparare in due mesi. Sarei disposta a dedicare a lui un po' del mio tempo libero, ma... per gli esami avrà assimilato tutto ciò che avrebbe dovuto imparare in tre anni? Che fare? Non lo so nemmeno io! Cosa pensate che possa fare? Il problema soprattutto non sono gli esami, ma la cultura sua personale, anche se so che non ne farà un grande uso perché lavorerà. Vale la pena di tentare?

Beh! Ho parlato un po' troppo di scuola e vi avrò annoiato. Non potete immaginare come sono stata contenta quando ho letto che tornerete a Bari o che starete nelle vicinanze. Così potremo stare più tempo insieme e parlare senza l'uso della penna e della carta.

Ma potreste tornare al Redentore? Ah! A proposito del Redentore... Ieri sono andata con la mia classe a visitare la scuola superiore e nella visita ci hanno accompagnato un ingegnere ed un professore di cui non ricordo i nomi. Penso che la visita alla scuola sia stata interessante specialmente per alcuni miei amici e probabilmente l'anno prossimo andranno lì. È stata una visita interessante! Cos'altro dire? Che vi aspetto a Bari per il ritorno definitivo e vi faccio i miei più sinceri auguri per una buona Pasqua. Vi abbraccio forte con tanto affetto.

Un bacione
     Santa

PS. Mamma, papà e Rosa ringraziano per i saluti e vi augurano una buona Pasqua.

Lettera VII * A Don Rosario Adamo * Bari, 11 dicembre 1982

Carissimo Rosario,
come vedi anch'io ti rispondo dopo una settimana di tempo, ma meglio tardi che mai! Sinceramente devo dire che mi ero promessa di riscriverti un'altra volta e se non mi avessi risposto... beh! Probabilmente sarei venuta a Brindisi a vedere che cosa ti era successo. Ho pensato perfino che ti avessero trasferito in un'altra città e tu, magari, avendo perso il mio indirizzo non potevi più scrivermi. Il mio numero di telefono è 34-38-52. Sarei stata ultra contenta di ricevere all'improvviso una tua telefonata.

Comunque non è detto che tu non possa ora telefonarmi! Da quello che mi hai detto ho capito che sei veramente impegnato, ma del resto la vita sarebbe monotona se non si facesse nulla, però spero che continui a scrivermi trovando un po' di tempo per me, per i miei piccoli problemi o per le mie gioie. Sì, penso proprio che la nostra è una vera amicizia anche se ci separano un bel po' di anni e di chilometri, ma tu per me sei il più caro amico che ho. Con te riesco a parlare di tutto e di me, con gli altri non riesco ad aprirmi del tutto.

Comunque ora non dirmi che ti annoio con le stesse domande, ma rimarrai per sempre a Brindisi? Sei il parroco della parrocchia in cui vivi? Sono contenta che tu ti sia inserito bene in quell'ambiente di Brindisi e in particolar modo lo sono perché il Signore ti dona la pace interiore per continuare a dare il meglio di te. Sinceramente anch'io vorrei essere sempre luminosa, ma penso proprio che non ci riesco, specialmente in questo periodo. Il periodo nero in cui mi trovo è stato provocato dal fatto che a scuola non mi trovo affatto a mio agio. Non è facile adattarsi ad una professoressa di italiano che non ti permette di discutere, esporre la tua idea che talvolta può essere diversa dalla sua. Infatti se uno di noi ha delle idee diverse dalle sue, lei comincia a controbattere e poi ti prende sempre in giro ed ogni giorno sei interrogato in tutte le materie.

Quindi le proprie idee si devono tenere per sé stessi, altrimenti bisogna fare i lecchini e accordare le sue idee. Nelle interrogazioni non dà il giusto voto. Praticamente si deve studiare e basta! Ti senti un verme quando non puoi esporre la tua idea e inoltre non sa capire affatto noi ragazzi, forse per il fatto che non è sposata e quindi non ha figli e esperienza con i ragazzi. I miei compagni di classe sono in parte " lecchini" e fanno di tutto affinché la professoressa li prenda nelle sue grazie e di conseguenza abbiano i voti regalati. Io sono stata interrogata in greco e ho avuto 5 pur essendo andata bene, poi sono stata interrogata in antologia ed ho preso 6 e lei a mamma ha detto che è abbastanza contenta di me e ha visto che studio e mi impegno. Con gli altri professori mi trovo molto bene, in particolar modo con il professore di inglese (don Carlo Colasuonno, parroco della cattedrale), che è molto buono, comprensivo, bravo ed è un uomo che fa piacere la sua materia. Per quanto riguarda la salute, spero che tu stia bene ora.

Qui noi stiamo abbastanza bene, a parte i soliti problemi con la mia cuginetta Sandra. Domani sarà ricoverata di nuovo per controlli e spero proprio che la trovino bene. Io le voglio molto bene, e tutti abbiamo notato i suoi progressi. Tutti ci stiamo adoperando affinché Sandra sia una persona normale e ci riusciremo, ne sono sicura! Ora smetto di scrivere perché penso di aver parlato troppo. Ti mando un bacione. Con tanto affetto
     Santa

P.S. Papà, mamma e Rosa Maria ti salutano caramente e ti fanno i più cari auguri per Natale e se nel caso non mi arrivasse la tua lettera prima di Natale ti invio i miei più sinceri auguri di un buon Natale ed un felice anno nuovo pieno di gioia.
Sinceri auguri
     Santa

Se puoi telefona.

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E-mail: gesunuovo@yahoo.it

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