Se anche tu adori i peperoni ma hai paura di mangiarli a cena perché non li digerisci, fai così: con questi trucchetti li renderai super digeribili!
Se anche tu, come me, hai passato anni a guardare con desiderio quei bellissimi peperoni colorati al supermercato, per poi tirare dritto con la paura di passare una notte insonne, sappi che ti capisco perfettamente. Per molto tempo l’ho bandito dalle mie cene: ogni volta che cedevo alla tentazione di una peperonata o di un peperone al forno, il risultato era lo stesso.

Senso di pesantezza infinito, acidità e quel fastidioso ritorno di gusto che sembrava non volersene andare mai. Ero arrivato alla conclusione che il mio stomaco e i peperoni fossero nemici giurati. Poi, però, ho deciso di non arrendermi e ho scoperto che il segreto non sta nel rinunciare, ma nel modo in cui li prepariamo.
Come digerire subito i peperoni a cena
La prima grande scoperta è stata che il vero nemico non è la polpa del peperone, ma la sua buccia. La pelle del peperone contiene infatti una fibra molto resistente che il nostro stomaco fatica a smaltire e assorbire, specialmente di sera quando il metabolismo rallenta.
Ho quindi imparato che il trucco definitivo per renderli digeribili è la spellatura, ma che significa? Metto i peperoni interi in forno a 200°C finché la pelle non inizia a fare le bolle e a scurirsi. Poi, il passaggio fondamentale: li chiudo in un sacchetto di carta, ad esempio quello del pane è perfetto, o in un contenitore ermetico per circa dieci minuti. Il vapore che si sprigiona fa sì che la pelle si stacchi quasi da sola, eliminando la parte più pesante dell’ortaggio.
Semi e filamenti bianchi: non sottovalutarli
Un altro errore che commettevo sempre era quello di essere superficiale nella pulizia interna. Ho scoperto che i semi e, soprattutto, quelle piccole parti bianche spugnose all’interno del peperone chiamate placente contengono la maggior concentrazione di capsaicina e altre sostanze che possono irritare le pareti gastriche. Da quando dedico un minuto in più a rimuovere ogni singola traccia di bianco e ogni semino, la differenza è stata abissale. La polpa rimasta è incredibilmente più dolce e, soprattutto, molto più leggera da elaborare per il mio apparato digerente.

Infine, anche il modo in cui li condiamo fa la differenza. Molti pensano che l’aggiunta di grassi aiuti, ma in realtà appesantisce solo il lavoro dello stomaco. Il trucco finale? Una punta di acidità. Aggiungere un cucchiaino di aceto di mele o del succo di limone a fine cottura aiuta a sgrassare il tutto e stimola la produzione di succhi gastrici, facilitando la scomposizione delle fibre del peperone.
Seguendo questi passaggi, pertanto via la pelle, via le parti bianche e un tocco di acidità, ecco tornato il piacere di questo ortaggio meraviglioso senza più alcun effetto collaterale. Se anche tu li ami ma li temi, prova questo metodo: la tua digestione ringrazierà!





