C’è un aspetto fondamentale sull’Assegno di reversibilità che in molti non conoscono: un ‘dettaglio’ importante, che ogni mese fa perdere tantissimi soldi.
Quando si parla di pensione o di assegno di reversibilità, molti pensano di conoscere già tutto: una quota della pensione del coniuge defunto che continua a essere erogata al superstite. Un sostegno importante, certo, ma spesso considerato l’unico diritto economico spettante dopo la perdita del partner.

In realtà, non sempre è così. Esiste infatti una misura aggiuntiva, poco conosciuta, che può aumentare l’importo percepito ogni mese. Un’integrazione pensata per chi si trova in condizioni economiche particolarmente fragili e che, se spettante, può fare la differenza nel bilancio familiare. Molti beneficiari della reversibilità non sanno di poter avere diritto a qualcosa in più. E non si tratta di un bonus straordinario o temporaneo, ma di un assegno stabile, collegato a specifici requisiti sanitari e reddituali.
Assegno di reversibilità, la vera cifra da percepire non è quella che tutti pensano: l’importo è molto più alto
A differenza di quello che si possa pensare, esiste una prestazione che può essere richiesta oltre all’Assegno di reversibilità e che prende il nome di Assegno di Vedovanza. Si tratta di un’integrazione economica riconosciuta ai titolari di pensione ai superstiti che si trovano in particolari condizioni di salute e reddito.
Come tutte le altre prestazioni, anche questa non spetta automaticamente a tutti. È riservato ai vedovi o alle vedove che percepiscono una pensione di reversibilità e che sono riconosciuti invalidi civili totali (100%) oppure titolari di indennità di accompagnamento. Inoltre, è necessario rispettare determinati limiti di reddito personale, che vengono aggiornati periodicamente.

Anche l’importo non è uguale per tutti: varia in base al reddito del richiedente e rientra in soglie stabilite annualmente. Si tratta comunque di una somma aggiuntiva rispetto alla pensione di reversibilità già percepita, erogata mensilmente insieme alla pensione. I requisiti principali per ottenere l’Assegno di Vedovanza sono:
- essere titolari di pensione di reversibilità o pensione ai superstiti;
- essere riconosciuti invalidi civili al 100% oppure titolari di indennità di accompagnamento;
- rispettare specifici limiti reddituali personali;
- non superare le soglie di reddito previste dalla normativa vigente.
Il diritto nasce solo in presenza di tutti questi requisiti. In mancanza anche di uno solo, l’assegno non può essere riconosciuto. Ma come fare domanda? L’assegno non viene attribuito automaticamente. È necessario presentare domanda all’INPS, attraverso il portale online dell’istituto, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato che fornisca assistenza gratuita nella compilazione e nell’invio della richiesta.
È importante verificare con attenzione la propria situazione reddituale e la documentazione sanitaria, perché eventuali errori o omissioni possono rallentare la procedura. L’Assegno di Vedovanza rappresenta una tutela concreta per chi, oltre alla perdita del coniuge, affronta una condizione di invalidità e difficoltà economica. Informarsi sui propri diritti può permettere di ottenere un sostegno aggiuntivo che spesso resta poco conosciuto, ma che può incidere in modo significativo sulla serenità quotidiana.





