Quali sono i requisiti necessari e la procedura da seguire per poter aver accesso al bonus affitti di 12000 euro: ecco tutte le informazioni utili.
Perdere il lavoro, affrontare una malattia improvvisa o subire una drastica riduzione dell’orario possono mettere in crisi anche le famiglie più attente. E quando il reddito cala all’improvviso, pagare l’affitto diventa difficile. In questi casi si parla di morosità incolpevole, una condizione riconosciuta dalla legge che permette di accedere a un aiuto economico pubblico fino a 12.000 euro.

Non si tratta di un semplice ritardo nel pagamento. La morosità incolpevole si verifica quando l’inquilino non riesce più a pagare il canone per cause indipendenti dalla sua volontà, come licenziamento, mancato rinnovo di un contratto a termine, cassa integrazione, riduzione dell’orario di lavoro o grave malattia di un componente del nucleo familiare che contribuiva al reddito.
Ecco in cosa consiste il bonus affitto che dà diritto fino a 12000 euro: tutto quello che c’è da sapere
La prima cosa importante da capire, è che non si tratta di un vero e proprio bonus, ma il contributo rientra nel Fondo per la morosità incolpevole, istituito con il Decreto-Legge 102/2013 e disciplinato anche dal Decreto Ministeriale 30 marzo 2016. Le risorse vengono trasferite alle Regioni e poi ai Comuni, che pubblicano bandi specifici con requisiti, scadenze e modalità di domanda.
L’importo massimo può arrivare fino a 12.000 euro, ma la cifra effettiva dipende dalla situazione concreta. Il contributo può servire a:
- saldare i canoni arretrati;
- ottenere il rinvio dello sfratto;
- versare il deposito cauzionale per un nuovo contratto di affitto.

Ogni Comune stabilisce priorità, limiti di spesa e criteri di valutazione in base alle risorse disponibili. Per accedere al bonus occorre soddisfare condizioni precise. In generale, il richiedente deve:
- essere cittadino italiano o dell’Unione Europea, oppure cittadino extra UE con permesso di soggiorno valido;
- avere un contratto di locazione a uso abitativo regolarmente registrato;
- risiedere nell’immobile da almeno un anno;
- aver ricevuto un atto di intimazione di sfratto per morosità;
- dimostrare che la perdita di reddito è dovuta a una delle cause previste dalla legge;
- avere un ISEE non superiore a 26.000 euro (salvo limiti diversi stabiliti dal Comune);
- non possedere altri immobili adeguati nella stessa provincia.
Sono spesso previste priorità per famiglie con over 75, minori, persone con invalidità pari o superiore al 74% o nuclei seguiti dai servizi sociali. La richiesta andrà presentata al proprio Comune di residenza, verificando che il bando sia attivo e che ci siano fondi disponibili. È fondamentale consultare il sito ufficiale dell’amministrazione locale e leggere attentamente le istruzioni.
Tra i documenti richiesti di solito figurano: attestazione ISEE, contratto di affitto registrato, atto di sfratto e certificazione che dimostri l’evento che ha causato la perdita di reddito. Il fondo per la morosità incolpevole rappresenta una tutela concreta per chi attraversa una difficoltà temporanea. Informarsi in tempo e rispettare la procedura può fare la differenza tra perdere la casa e riuscire a ripartire.





