Borse di studio per gli studenti meritevoli: ecco come aggiudicarsi i 2000 euro

Per gli studenti meritevoli da oggi borse di studio fino a 2000 euro: ecco di cosa si tratta e quali sono i requisiti per poter accedere al contributo.

Una finestra che si riapre all’improvviso. Un termine che slitta. E migliaia di giovani che, senza accorgersene, potrebbero perdere un’occasione concreta. Negli ultimi giorni è arrivata una comunicazione che riguarda oltre 13 mila potenziali beneficiari. Una cifra importante, non simbolica: 2.000 euro a studente, destinati a sostenere tasse universitarie, affitto, libri e spese accademiche.

donna che mantiene tra le mani una rappresentazione di una borsa di studio
Borse di studio per gli studenti meritevoli: ecco come aggiudicarsi i 2000 euro Ridolfo.it

La prima data da segnare sul calendario era fissata a metà febbraio. Ora, invece, c’è più tempo. Ma non infinito. Il nuovo termine è stato prorogato alle ore 12:00 del 2 marzo 2026. E da metà articolo in poi emerge il dettaglio chiave: si tratta di una delle opportunità più attese nel panorama del welfare studentesco italiano.

13.228 borse di studio: chi può davvero fare domanda

A riaprire i termini è l’INPS, che ha messo a disposizione 13.228 borse di studio da 2.000 euro ciascuna. Ma non sono per tutti. Possono presentare domanda figli, orfani ed equiparati di dipendenti o pensionati iscritti a specifiche gestioni: Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, Gestione Assistenza Magistrale e Fondo ex IPOST.

I requisiti sono stringenti:

  • Età: meno di 32 anni al 2 marzo 2026.
  • Nessun beneficio analogo superiore a 1.000 euro già ricevuto.
  • Regolarità negli studi: nessun fuori corso o ripetenza nell’anno accademico 2023-2024 e tutti gli esami previsti sostenuti. Anche uno solo mancante comporta l’esclusione.
piccolo maialino di ceramica con cappello di laurea con banconote e monete
13.228 borse di studio: chi può davvero fare domanda Ridolfo.it

E poi c’è il nodo rendimento. Per chi è ancora iscritto serve una media ponderata minima di 24/30, calcolata esclusivamente sugli esami dell’anno accademico 2023-2024. Per chi si è laureato nello stesso anno:

  • Almeno 88/110 per le borse di laurea.
  • Almeno 92/110 per le borse di specializzazione post-lauream.

Sono ammessi corsi di laurea triennali e magistrali, scuole di specializzazione riconosciute e percorsi universitari all’estero nell’Unione Europea equipollenti. Restano esclusi master, dottorati, corsi part-time e percorsi non ufficialmente riconosciuti.

La graduatoria non dipende solo dai voti

C’è un altro elemento decisivo: l’ISEE 2026 per prestazioni universitarie. Prima di inviare la domanda è obbligatorio aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). L’indicatore economico non è un semplice allegato, ma incide direttamente sul punteggio finale. Il sistema prevede tre fasce:

  • ISEE fino a 16.000 euro → 1 punto
  • ISEE tra 16.000,01 e 36.000 euro → 0,9 punti
  • ISEE oltre 36.000 euro → 0,8 punti

Questo punteggio si combina con la media accademica. Il risultato è un meccanismo equilibrato: chi ha redditi più alti può comunque vincere con voti eccellenti, mentre chi ha un ISEE basso mantiene buone possibilità anche con una media meno brillante.

Come fare domanda (e l’errore che può costarti tutto)

La richiesta va presentata esclusivamente online, tramite il portale MyINPS nella sezione “Portale prestazioni Welfare”. Per accedere servono:

  • SPID
  • CIE
  • CNS

Durante la compilazione occorre inserire:

  • dati anagrafici completi;
  • elenco voti e media ponderata dell’anno 2023-2024;
  • voto di laurea (se applicabile);
  • IBAN intestato o cointestato al beneficiario (non sono ammessi conti di terzi).

Un IBAN errato può bloccare l’accredito anche in caso di assegnazione della borsa. Se si commettono errori, è possibile chiedere il riesame entro il 9 marzo 2026. Dopo quella data, nessuna modifica sarà consentita.

Per i vincitori, quei 2.000 euro possono fare la differenza: coprire una rata universitaria, l’affitto da fuorisede, i libri o il materiale didattico. La proroga offre una seconda possibilità. Ma il tempo, questa volta, scorre fino a mezzogiorno. E poi si chiude.

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